Quello che sta succedendo in queste ore non è paradossale, ma perfettamente in linea con quello che abbiamo visto in questi 4 anni. Nemmeno dopo aver regalato un pomeriggio di gloria a Cava dei Tirreni e con un ds e un allenatore che litigano c’è una società capace di intervenire immediatamente. Faggiano (a oggi uno dei peggiori direttori sportivi della storia) farebbe bene a dimettersi: sviolinate pro Iervolino, difesa a spada tratta dell’allenatore, oggi chiede l’esonero di Raffaele e gli rispondono: “Tu l’hai difeso: o Stendardo o niente”. In fondo un altro allenatore chiederebbe garanzie e qualche soldino, meglio rifletterci un altro paio di giorni! Un proprietario e un presidente presenti sul posto avrebbero già agito senza doversi fidare dei racconti dei commercialisti che si ergono a direttori generali e che perdono altro tempo a cospetto del -11 dal Benevento e dal possibile -8 dal Catania secondo. Nel mezzo c’è metà squadra che non segue più l’allenatore, l’altra metà che è scarsa e si permette anche il lusso di sbuffare per qualche panchina di troppo e un direttore occulto che domani chiederà al solito blog di dipingere scenari d’amore smentendo quei monelloni che raccontano la verità. Opinione personale. Non cambiamo di una virgola opinione su Raffaele: più di questo, con una rosa del genere, non poteva fare nemmeno Ancelotti. E dare la colpa a lui deresponsabilizza Iervolino e Milan che sono gli unici artefici del disastro. Ma, con un clima incandescente, un gruppo spento, il primo posto che ormai è utopia e questa “ultima spiaggia” che dura da Picerno è forse inevitabile interrompere questo trascinarsi reciproco e puntare su un allenatore sergente di ferro che, in due mesi, lavori già in prospettiva playoff. Serve un segnale: se dopo le scene da torneo di calcetto tra amici di oggi pomeriggio si arriva a Monopoli senza aver cambiato nulla saremmo a cospetto dell’ennesimo atto di un teatrino che va avanti dal 2022. Scegliere Stendardo, ovviamente, sarebbe ancora peggio. Le notizie. Faggiano ha chiesto l’esonero del mister, la società gli fa “pesare” averlo difeso per settimane e propone Stendardo che il ds non vuole. Nessuno scenario va escluso a priori. PS Quando si valuta l’operato del mister e quanto accade ricordiamoci sempre di porci una domanda: ma l’obiettivo era quello di provare a vincere il campionato o di galleggiare alleggerendo i costi? Se forse la piazza capirà finalmente come stanno le cose potrà finalmente rendersi conto che il problema non è il 3-5-2, Achik sostituito o Capomaggio difensore centrale.
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La società prende ancora tempo, le veline attendono il dettato. La riflessione
15/02/2026











