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Iervolino, visto che spettacolo? Granata mortificati a Cerignola
07/02/2026
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Cade ancora la Salernitana, che perde anche sul campo del Cerignola e abbandona definitivamente la corsa al primo posto anche a causa della vittoria a tempo scaduto del Benevento contro uno stoico Picerno. Una prestazione davvero pessima da parte dei granata, sonoramente fischiati dai 500 tifosi presenti sugli spalti che, da qui ai prossimi giorni, potrebbero decidere di disertare gli spalti in segno di protesta nei confronti di una gestione societaria che ha portato la Bersagliera dalla A a un anonimo terzo posto in terza serie e con una costante involuzione dal punto di vista del gioco. Aver disputato in parte un accettabile secondo tempo (con la traversa di Lescano e un paio di situazioni pericolose, oltre al gol annullato a Gyabuaa) non cancella una performance contraddistinta da confusione tattica, da uno scarso dialogo tra allenatore e calciatori e da una serie di prestazioni individuali difficili da commentare e da spiegare a certi livelli. La cronaca. Raffaele cambia tre elementi in avvio: Quirini per lo squalificato Longibardi poi Golemic al posto di De Boer con conseguente spostamento di Capomaggio a centrocampo e infine Tascone al posto di Carriero. Dopo un inizio promettente dei granata, con Lescano pericoloso a centro area e una serie di cross di Villa non sfruttati a dovere,  il Cerignola guadagna campo e inizia a creare problemi alla retroguardia granata. Al minuto 11 è miracoloso Donnarumma su Todisco che, con un inserimento preciso dalle retrovie, brucia Capomaggio e per poco non porta in vantaggio i giallazzurri.  Poi il portiere granata sbaglia in uscita, viene saltato da Gambale che mette al centro per Morese che insacca a porta vuota. Tutto nato da un disimpegno insensato di un Golemic apparso in confusione e sin dai primissimi minuti.  La reazione dei campani non arriva anzi è il Cerignola a sfiorare il raddoppio a fine primo tempo con Parlato: tiro respinto miracolosamente da Villa. Azione in fotocopia in pieno recupero, stavolta nata da un disimpegno insensato di Berra: Arena si immola con la schiena e l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. All’intervallo Raffaele inserisce Achik, Ferrari, e De Boer ma l’inerzia del match non cambia. Una decisione drastica con cui implicitamente lo staff tecnico ammette di aver sbagliato completamente formazione. E l’immagine era chiara: il trainer granata chiedeva alla squadra di attaccare e di spingere, i calciatori si limitavano a un tiki taka nella propria metà campo con inutili e infruttuosi retropassaggi. Anche fisicamente la Salernitana sembrava in affanno: sempre in ritardo sulle seconde palle, sempre fuori posizione sulle ripartenze, senza quello spirito battagliero che aveva contraddistinto la prima parte del girone d’andata.  Lescano colpisce il terzo legno in tre gare su sponda di un irritante Ferrari, ma è l’unica fiammata dei campani, visto che è il Cerignola a sfiorare il raddoppio più volte. Donnarumma si immola su D’Orazio, poco dopo Russo non inquadra lo specchio dalla distanza. Stesso esito per un tiraccio di Cretella. Nel finale nessuno guizzo granata se non un gran gol annullato a Gyabuaa per fallo in attacco di Ferrari su Martinelli. A fine gara fischi e cori contro i giocatori, Raffaele da solo a capo chino nello spogliatoio e breve confronto con l’amministratore delegato Pagano che aveva garantito ben altro girone di ritorno. Finisce 1-0 con i granata che scivolano a -11 dalla vetta.  E ora bisognerà guardarsi le spalle dal Cosenza.

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di Popolo Sportivo

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