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Forza, mister Breda!
27/02/2025
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Siamo stati i primi a storcere il naso rispetto ad alcune prestazioni obiettivamente deludenti da parte della Salernitana. I tre gol presi a Carrara, l’atteggiamento remissivo avuto a Pisa in 10 contro 11 e il primo tempo col Frosinone hanno gettato nello sconforto la tifoseria e i dibattiti sono incentrati sempre sui medesimi argomenti: la difesa a cinque, una squadra rinunciataria e che sbaglia approccio, sostituzioni tardive. Allo stesso tempo, però, riteniamo bisognerebbe sottolineare con la stessa enfasi il secondo tempo di spessore con la capolista Sassuolo (il pareggio sarebbe stato anche stretto alla Bersagliera, padrona del campo per oltre un’ora in uno stadio deserto), la rimonta di cuore con la Reggiana, lo 0-0 di Brescia che comunque ha consentito di muovere la classifica e il secondo tempo di domenica scorsa caratterizzato da almeno cinque occasioni per conquistare una vittoria che sarebbe stata sacrosanta. Ed è riduttivo dire che, con la Cremonese, il successo sia arrivato esclusivamente grazie al portiere. E’ vero, Christensen fu mostruoso con cinque interventi da brividi. Ma, per un’ora, i granata avevano messo in difficoltà una corazzata, sbagliando un rigore sullo 0-0 e sfiorando il raddoppio con Verde e Tongya prima dell’assedio avversario. Insomma, non è tutto da buttare al netto della delusione per alcune prestazioni negative e per aver conquistato appena due punti in tre scontri diretti vitali e ampiamente alla portata.

Fatta questa premessa, riteniamo però che anche Breda vada sostenuto e incoraggiato. Non solo perchè gli vogliamo bene in virtù del suo passato glorioso con la maglia della Salernitana, ma perchè a volte qualche errore può essere frutto della troppa tensione. E se sei teso evidentemente ci tieni tanto. Breda non è solo quello del gol di Avellino, del record di presenze, della punizione capolavoro col Milan, della rete al San Paolo nella finale playoff, delle due promozioni o della cavalcata da pelle d’oca della Salernitana degli eroi che decise di giocare gratis nel 2010-11 grazie al lavoro fatto dal mister a livello psicologico. Breda è anche – e soprattutto – un professionista, una persona seria e perbene che, se in difficoltà, va incoraggiata e sostenuta. Ok la critica sportiva, ma a volte leggiamo da parte dei tifosi un accanimento eccessivo, trattamenti mai riservati a nessuno. Se pensiamo che qui hanno applaudito terzini napoletani che chiedevano la cessione ogni cinque minuti o portato in trionfo un presidente che ha ereditato la Salernitana in A e che oggi ci fa rischiare il derby con la Cavese, possiamo sostenere a maggior ragione che mai bisognerà perdere il rispetto per il capitano. Il primo, al pari della tifoseria, a soffrire per questa situazione e il primo che forse si aspettava di incidere di più.

Ma un allenatore che stava per portare il Latina in A, che ha salvato miracolosamente la Ternana nel 2016 (facendo 40 punti sul campo l’anno scorso, con un gruppo di ragazzini sconosciuti), che ha lasciato il Perugia in zona playoff e che ha fatto bene ad Ascoli e Reggio Calabria può aver dimenticato improvvisamente come si fa il suo lavoro? Ricordiamoci sempre che Breda ha ereditato una Salernitana ultima, fisicamente a terra, mentalmente “morta”, con un via-vai di calciatori, un calendario di fuoco, un Arechi vuoto e l’obbligo di gestire quasi 30 calciatori, qualcuno col muso lungo e la testa altrove. Sarebbe stata dura per tutti, ancor di più con un mercato che non ha portato in dote quei 2-3 calciatori in grado realmente di alzare l’asticella. Gli errori, lo ribadiamo, ci sono stati. Anche inspiegabili. E dopo Frosinone erano assordanti i fischi e le voci di un esonero. Ma a Cesena in panchina ci sarà lui…e allora forza Breda! Facile esaltarlo dopo il gol al Partenio: se è in difficoltà, come tutta la squadra e la dirigenza, a maggior ragione va sostenuto e aiutato, come sta facendo Iervolino pubblicamente.

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di Popolo Sportivo

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