“Simy? Rimane con noi in lista. Il campo ci dirà se le scelte sono quelle giuste o meno. Sapete bene come ha affrontato le ultime sessioni di mercato: ha avuto le offerte di quattro squadre estere ma ha declinato tutto quello che gli ho proposto. Era un suo diritto. Il suo entourage mi aveva proposto la risoluzione ma bisognava trovare la quadra su tutto”. Il direttore sportivo della Salernitana Marco Valentini affronta anche la questione Simy e attacco a margine della conferenza stampa, spiegando la situazione sull’attaccante nigeriano. Che resterà (per il momento) in lista, ma fuori da ogni progetto tecnico. “Simy è qui da tre anni, sapete come sono state affrontate le varie sessioni di calciomercato. Risoluzione? Si può fare sempre, anche tra un mese, ma devono esserci le condizioni che convengano a entrambe le parti”. Anche in seguito, quando il ds ribadisce le gerarchie dell’attacco dopo l’addio di Torregrossa, non menziona la punta ex Crotone. Evidente che la richiesta degli agenti di rescindere in cambio di quasi tutto ciò che guadagnerebbe fino a giugno ha fatto irrigidire la società che, dopo un quadriennio nel complesso negativo e ben al di sotto delle aspettative, credeva si potesse ragionare in un clima di maggiore collaborazione. Niente di fatto: Simy resta, sarà in lista, ma guarderà tutte le partite dalla tribuna salvo fattori imponderabili tali da chiedere la sua presenza in panchina Tuttavia non è l’unico calciatore che rischia di restare soltanto per “onor di firma”: anche Jaroszyznski e Wlodarczyk non primeggiano affatto – per usare un eufemismo – nelle gerarchie della dirigenza e dello staff tecnico. Breda, invece, ha fiducia in Braaf, Gentile e Hrustic che erano comunque sul mercato, ma che il tecnico ha valutato positivamente. Almeno fino ad ora.
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