Dalla D alla A. Da Budoni a San Siro. Però facevano i babà, erano pagnottisti, si galleggiava, in A non si poteva andare, la multiproprietà era un problema, Fabiani era il diavolo in persona, Mezzaroma un turista svedese. Poi arriva chi fa i cuori sotto la curva, parla di sinallagma, zona sinistra, Cavani, osmosi, settore giovanile super, strutture, nuovo stadio e si fa festa a prescindere. Anche mentre si consuma la più vergognosa retrocessione della storia del calcio italiano in serie A. C’era un anno per programmare, invece ci siamo bevuti la favoletta del progetto triennale esultando per le plusvalenze di Petrachi (uno dei dirigenti più sopravvalutati passati per Salerno) dopo aver cantato con De Sanctis (ve lo ricordate moriremo insieme?) ed esaltato Sabatini che ci ha dato la mazzata finale (cinque anni a Sepe, triennale a Fazio da 2 milioni, Mikael, Mousset, Perotti, Boateng, Liverani al posto di Inzaghi che sta vincendo un altro campionato di B…però sui social scriveva le poesie e allora viva Walter). Poi Iervolino ricompare, fa un soliloquio ed ecco il partito del “grazie presidente, sempre con lei” mentre alcuni esponenti di alcuni club (non gruppi ultras) se la prendono con i destabilizzatori altrimenti i dirigenti attuali non ci vanno a cena. E chi invece due anni fa, da Rivisondoli, diceva “attenzione, qua si fa il doppio salto all’indietro” era vedovo e doveva andare a mare. Meglio credere alle tabelle sugli allenamenti di Sousa, quello che aveva capito tutto e che non è stato ascoltato. Ebbene sì: avete creduto ai pagliacci che annunciavano nuove proprietà e salvezze a marzo e poi sono spariti dalla vergogna. Avete portato in trionfo scribacchini che hanno preso in giro la piazza attaccando i più attaccati per un click in più. Avete affidato l’area comunicazione di club a gente che invitava i critici a vergognarsi, facendo continui paragoni con i romani in assenza di argomenti. Avete minacciato chi, per amore della Salernitana e sperando di sbagliarsi, cercava di raccontare i fatti prima che ci fosse il disastro sportivo. In fondo di che ci meravigliamo: nessuna componente è esente da colpe, ma il vero responsabile ha un nome e cognome. Oggi pare fosse in America mentre la “sua” Salernitana sprofondava con il Palermo con una rosa che in C farebbe fatica a salvarsi, con 17 prestiti e 4 a fine carriera (grande progetto triennale). La vera salvezza sarà a giugno, quando si spera che tutti spingano per un passaggio di consegne. Questo è il biennio peggiore della storia della Salernitana, ma oggi negli spogliatoi a parlare con la squadra c’erano persone rispettabilissime, ma che fanno un altro mestiere.E, per favore, non parlate più di Celeste voi che oggi ci rappresentate. Non ne siete degni. Salvezza o retrocessione fate un passo indietro. Assieme ai 2-3 che ancora vi credono e quella parte di “stampa” modalità yes-man per non perdere il tesserato in esclusiva
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